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موسیقی - Edgar
یکشنبه 14 تیر 1388

Edgar

   نوشته شده توسط: محسن محمدی    

Edgar

 



DRAMMA LIRICO IN TRE ATTI
di
FERDINANDO FONTANA


MUSICA DI
GIACOMO PUCCINI





PERSONAGGI

EDGAR Tenore
GUALTIERO, padre di Basso
FRANK e di Baritono
FIDELIA Soprano
TIGRANA Soprano


CORI
di Contadini - Contadine - Cortigiane - Convitati - Soldati
Monaci   -  Popolo  -  Fanciulli  -  Fanciulle  - Valletti.

In Fiandra, 1302





Atto I
Atto II
Atto III







ATTO PRIMO


Villaggio presso Courtray.

A destra, sul davanti, la casa di Edgar; presso la porta della casa un sedile di pietra;
più in là una chiesuola. - A sinistra, sul davanti, una taverna con pergolato
sotto al quale un tavolo e panche; più in là gruppo di alberi. –
Subito dietro la chiesa un poggio poco alto attraversa tutta la scena
e va a perdersi dietro il gruppo d’alberi a sinistra; a metà del poggio
un alberello di mandorlo in fiore, presso al quale un sentiero scende sulla piazza. –
Sfondo di paesaggio ridentissimo, aperto, sul dinanzi del quale,
in modo che appaiano poco lontani, alcuni tetti del villaggio. - Alba pura primissima.

SCENA PRIMA.

Edgar,  poi  Fidelia.
Cori interni di Contadini e Contadine.

(All’alzarsi della tela Edgar dorme seduto dinanzi alla taverna –
Rintocchi d’Angelus alla chiesuola. - Contadini e pastori attraversano la scena
venendo da diverse parti; poi si allon­tanano salutandosi,
come muovessero ai lavori della giornata)

CORI
(lontanissimi)
Qual voce lontana
Squillٍ la campana
E l’ultima stella
Fulgor più non ha!

FIDELIA
(dalla destra, sul poggio)
O fior del giorno, salve alba serena!
Speranza ed esultanza ! ... Inno gentil!
Di celestial profumo è l’aura piena...
O fior dell’anno, salve alba d’april!
(scorgendo Edgar addormentato e chiamandolo)
Edgar ...

EDGAR
(destandosi)
Chi mi chiamٍ?
(volgendosi e vedendo Fidelia)
Sei tu, fanciulla?

FIDELIA
Buon dى!

EDGAR
Buon dى ...

FIDELIA
Non ha dunque riposo
Per te la notte, se qui il sol ti ha côlto
Ancor vinto dal sonno...

EDGAR
Io non son lieto
Come sempre sei tu ...

FIDELIA
Lieta non sono
Se ti veggo cosى.

EDGAR
Va!... Ti saluto,
O Fidelia gentil ...

FIDELIA

Senti lo strano
Pensier ch’io feci quando mi svegliai:
Già il mandorlo vicino
Dei primi fior si ornٍ;
Se sovra il mio cammino
Edgar incontrerٍ,
Troncar ne voglio un ramo
E a lui lo vo’ gettar ...
Il mattinal saluto
Cosى gli voglio dar!
(tronca un ramoscello dal mandorlo,
poi scende verso il proscenio)

Or ben sul mio cammino,
Edgar, io t’incontrai...
Bel ramo, ramo candido,
Io ti potei troncar ...
Il mattinal saluto
Cosى ti posso dar!
(bacia il fiore)
O profumata stella,
Che leggi nel mio cuor,
A lui di me favella! ...
Addio, candido fior!
(getta il fiore a Edgar)
Eccolo!

EDGAR
(raccogliendo il ramoscello)
Grazie!

FIDELIA
(dopo aver guardato a destra,
come se avesse veduto avvicinarsi alcuno,
fuggendo per la sinistra sul fondo)
Addio...

EDGAR
(correndole dietro)
Fèrmati!..

CORO
(interno,  più vicino)
O fior dei giorno, salve alba serena!
Speranza ed esultanza!.. Inno gentil!
Di celestial profumo è l’aura piena...
O fior dell’anno, salve alba d’april!


SCENA II.

Tigrana, poi di nuovo Edgar.

(Tigrana, al cessar del Coro, entra in scena dalla destra.  Ha un dembal
(specie di liuto) ad armacollo e va verso la parte d’onde è uscito Edgar
spiando i suoi passi; poi indietreggia verso la destra, come vedendolo tornare,
e si ritrae sul fondo. Rientra Edgar dalla sinistra, non si accorge di Tigrana
e si avanza verso il proscenio tenendo nella destra il ramoscello di mandorlo,
che egli contempla con tenerezza).

TIGRANA
(avvicinandosi, alle spalle di Edgar, sghignazzando)
Ah!... Ah!...

EDGAR
(volgendosi, riponendo in seno il ramoscello)
Tu qui?...

TIGRANA
(ironica)
Tenera scena
Dunque venni a turbar ...
(indicando a sinistra)
Fuggir di balzo
La colombella io feci!... Io non credea
Che a te piacesse il miele
Di pastorali amori!...

EDGAR
(con sprezzo, andando a sedere pensieroso
sulla porta di casa sua)
Evvia!... Mi lascia!



SCENA III.

Contadini, Contadine, Gualtiero -  Detti.

(L’organo preludia a una preghiera. - Donne, vecchi, fanciulli vengono
da diverse parti alla spicciolata, si avviano alla chiesa e vi entrano
durante tutta la scena che segue. Anche Gual­tiero, venendo dalla destra
sul poggio con alcuni vecchi, ne scende con loro e con loro entra nella chiesa.)

(Organo.)



TIGRANA
(avvicinandosi a Edgar
con piglio di scherno e di tentazione)
Tu voluttà di fuoco, - ardenti baci ,
Sognavi un dى... non, pastorali amor!...
Era un desio febbril d’orgia e di gioco,
Era un desio febbril di vizio e d’ôr.

EDGAR
(come resistendo, ma scosso, alzandosi)
Taci, demonio!... Taci!

TIGRANA
(con ironia crescente)
Fûr vani sogni, Edgar! - Sogni fugaci
Di chi nacque per gemere e tacer...
Nella chiesa tu pur dovresti entrar,
Non ha d’aquila i voli il tuo pensier!
(sempre più agitato, poi, come ribellandosi,
entrando bruscamente in casa)
Taci, demonio ... Taci!

TIGRANA
(guarda verso la casa di Edgar scoppiando in una risata; poi,
accompagnandosi col dembal, si avvia verso la taverna cantando)
Tu il cuor mi strazii... Io muoio!
Che feci a te, crudel?
Belava all’avoltoio
Nell’agonia l’agnel...

(Quando Tigrana è giunta presso la taverna, Frank,
sopravvenendo dal passaggio vicino ad essa, le sbarra la strada)


SCENA IV.

Frank,  Tigrana, Contadini e Contadine.

FRANK
(sbarrando il passo a Tigrana)
Ove fosti stanotte?

TIGRANA
(come cercando di evitarlo)
A te che importa ?

FRANK
(prendendole una mano, con passione e mestizia
conducendola verso il proscenio)
Io t’attesi iersera...

TIGRANA
(con sprezzo)
Ed io non venni!

FRANK
(con ira)
Tigrana!...

TIGRANA
(con alterigia)
Evvia!... Non ho di te paura!
Il tuo amor mi dà noia...
Tigrana ama la gioia - ed il piacer...

(Alcuni contadini passando sul fondo per recarsi alla chiesa
sostano additandosi l’un l’altro Frank e Tigrana )

FRANK
(fra sé, con grande amarezza)
Deriso io son!... O mio
Dolor!... Strazio crudele!

TIGRANA
(sarcastica, indicando a Frank i contadini che li guardano)
Se della tua virtù cara hai la fama
Fa che con me non t’abbiano a veder.
(gli sfugge ed entra nella taverna)

FRANK
(con impero di disperazione, fra sé, seguendola collo sguardo)
O mia sventura!,.. Io l’amo!...

(siede su una panca della taverna col volto fra le mani.
I contadini entrano nella chiesa)

SCENA V.
Frank, solo.
Chi detto a me l’avrebbe mai che un giorno
Costei sarebbe stata
L’affanno più crudel della mia vita?...
Son quindici anni d’Ungari e Morischi
Un’errabonda schiera
Nel villaggio passٍ, qui una bambina
Abbandonando... Era Tigrana!... Crebbe
Figlia di tutti... Aimè, sul nostro seno
La vipera scaldammo!
(alzandosi)
Questo amor, vergogna mia,
Io spezzar, scordar vorrei;
Ma d’un’ orrida malىa
Sono schiavi i sensi miei...
Mille volte al ciel giurai
Di fuggirla!... E a lei tornai!
Ella ride del mio pianto,
Del mio sdegno si fa scherno;
Ed io, vil, col cuore infranto,
Ai suoi piedi mi prosterno...
E lei sola io sogno, io bramo!
Ah sventura!... Io l’amo!... Io l’amo!

(esce per la sinistra in fondo)


SCENA VI.

Contadini e Contadine, poi Tigrana.

(Appena Frank è uscito, entrano da diverse parti, più frettolosi e
più numerosi di prima, dei gruppi di Contadini e di Contadine.
Come non trovassero più posto nella chiesa essi si inginocchiano fuori
sotto il portico. - L’organo riprende. - Il Coro attacca la preghiera..
Tigrana durante questa preghiera rientra in scena dalla taverna
guardandosi sospettosamente intorno conte temesse di incontrare nuovamente Frank.
Non vedendolo, inoltra; e dopo aver guardato con aria sprezzante vaso la chiesa,
siede con piglio insolente e sguaiato sul tavolo)

CONTADINI e CONTADINE
(uscendo processionalmente dalla chiesuola
e avanzandosi con pio entusiasmo)
Iddio non benedice
Che gli umili quaggiù...
Viver puٍ sol felice
Chi segue la virtù...
Signor, noi non affanna
Brama di gloria e d’ôr,
Ma fa che ogni capanna
Abbia un raggio d’amor!
Ave, Signor!... - Non gloria ed ôr
Noi ti chiediamo - Ma pace e amor!

TIGRANA
(accompagnandosi col dembal)
Tu il cuor mi strazii... Io muoio!
Che feci a te, crudel ?
Belava all’avoltoio
Nell’agonia l’agnel...
Ghignando il re dei venti
Disse al morente allor:
Oh, stupidi lamenti!
Cosى volle il Signor!
Agnellin, - fai pietà!
(ride)
Perchè l’orrenda mano
Su me aggravar cosى?
Diceva all’uragano
Il fiorellino un di...
Rispose l’uragano
Al moribondo fior:
Il tuo lamento è vano!...
Cosى volle il Signor!...
Fiorellin, - fai pietà!...

(ride)

CONTADINI e CONTADINE
(a Tigrana, con indignazione)
Dal bieco canto cessa!

TIGRANA
(arrogante)
Evvia... Perché?…

CONTADINI e CONTADINE
(minacciosi, avanzandosi)
Lontana
Di qui ten va!

TIGRANA
Tigrana
Di voi timor non ha!
Sia per voi l’orazion,
ب per me la canzon!
Vo’ cantar, vo’ trillar!
Chi non vuole ascoltar
Torni in chiesa a pregar!

CONTADINI e CONTADINE
Vanne, sciagurata!  Serpe, t’allontana!
Va, scomunicata!  Vile cortigiana!
Torna nell’inferno - d’onde uscisti un dى!
Vanne, cortigiana! - Vattene di qui!
Non vogliam la canzon
Che lo scherno ha nel suon!...
Non trillar, non cantar
Dove, chini all’altar,
Noi veniamo a pregar!...
D’ogni sozzura simbolo,
Fra noi perchè - torva la sorte
Bella e fatal cosى giunger ti fe’ ?
Dei tuoi sorrisi il fascino
Sol puٍ recar - sciagura e morte!...
Pietà, perdon da noi non puoi sperare

TIGRANA
L’ira vostra o il perdon
Io del par sprezzerٍ!
L’abborrita canzon
Sempre qui canterٍ!
Vo’ cantar... Vo’ trillar!
Chi non vuole ascoltar
Torni in chiesa a pregar!

(Il Coro si scaglia minaccioso su Tigrana,
la quale indietreggia fino alla casa di Edgar.
Qui, vedendosi perduta, con un movimento di disperazione
afferra il battente e bussa.)


SCENA VII.
Edgar - Detti.

EDGAR
(apparendo sulla porta)
Che fu ?...

CONTADINI e CONTADINE
(a Edgar, indicando Tigrana)
Col canto suo le nostre preci
Ella osava schernir...
(a Tigrana, con nuovo impeto)
Vattene!...

EDGAR
(frapponendosi, ai Contadini e alle Contadine)
Indietro... - turba idiota!

CONTADINI e CONTADINE
(con stupore a Edgar)
Tu la difendi?...

EDGAR
(toccando l’elsa del pugnale)
Se alla devota
Nenia non torni, - di questo acciar
A te la lama - farٍ provar...

CONTADINI e CONTADINE
(con stupore crescente)
Egli impazzى!...

EDGAR
Non or... ma da quel giorno,
Che nella fronte mi balzٍ un pensier
E via di qui, per non far più ritorno,
Io non andai... da allor fui pazzo inver!
O valle uggiosa,
Vita incresciosa,
Stolta famiglia umana
Che, al suon d’una campana,
Chini la fronte al suol...
Da te quest’oggi io spicco il vol !
(volgendosi verso la propria casa)
O maledetto
Paterno tetto,
Da cui la noia
Bandى ogni gioia;
Su te, fra poco,
Ruggendo, il fuoco
Per mano mia
Divamperà!

(rientra nella casa)

CONTADINI e CONTADINE
Terror!... Sventura!... Al fuoco!

(Alcuni entrano nella casa d’Edgar come per impedire l’incendio,
ma, dopo pochi momenti, vengono respinti in scena da Edgar
che compare sulla porta con un tizzone acceso nella destra)

EDGAR
Fuori di qui!... Nessuno queste soglie
Osi varcar!... Nessuno
D’imporsi a me pretenda!
ب mia la casa... ed ardere dovrà!
(getta il tizzone nella casa, poi a Tigrana)
Tigrana, vieni!…
Noi pure accenda
Di nuova vita
La voluttà!

(Edgar prende Tigrana per mano e fa per uscire con lei dalla sinistra in fondo.
Gli astanti fanno loro largo inorriditi. - Frank compare a sinistra in fondo)

SCENA VIII.
Frank - Detti.

FRANK
(a Edgar)
T’arresta!

TUTTI
Frank!

EDGAR
(a Frank)
Sgombrami il passo!

FRANK
(indicando Tigrana)
Teco
Costei non dee  partir!

EDGAR
(con disprezzo)
Di riso é degna
La tua parola!

FRANK
(toccando l’elsa del pugnale e avanzandosi
verso il proscenio a sinistra)
Questa lama a te
L’apprenderà!

EDGAR
(venendo anch’egli verso il proscenio a destra
e facendo atto di metter mano al pugnale)
Sta ben!

(nel momento in cui Edgar e Frank stanno per sguainare i pugnali,
Fidelia appare dalla sinistra, Gualtiero dalla chiesa)


SCENA IX.
Fidelia, Gualtiero. - Detti.

GUALTIERO
(accorrendo a Frank)
Mio figlio!

FIDELIA
(accorrendo a Edgar)
Edgar!

GUALTIERO
Giù l’armi!... La voce - d’ un vecchio ascoltate!
Del giovane sangue - lo sdegno frenate!

EDGAR
D’un vecchio che prega - la voce tremante
Quai tristi memorie - nel cuor mi destٍ!…
O della mia vita - terribile istante...
Di colpe novelle - macchiarmi non vo’

FIDELIA
D’entrambi nel sangue - qual nembo veloce
Il cieco delirio - dell’ira scoppiٍ!
Ma, a un tratto, l’insania - dell’impeto atroce
D’un vecchio la voce - a vincer bastٍ…

FRANK
D’un padre la voce - Mi supplica invano,
Placar del mio sdegno - la fiamma non puٍ!

TIGRANA
(guardando Frank ed Edgar ironica)
Al suolo d’entrambi - si chinan gli sguardi,
La mano dell’arme - già l’elsa lasciٍ...
A spegner dell’ira la fiamma, o codardi,
La  tremula voce di un vecchio bastٍ!…

CONTADINI e CONTADINE
Giù l’armi!... D’ un vecchio la voce ascoltate!
Del giovane sangue lo sdegno frenate!
Il cielo un soave - mestissimo incanto
D’un padre alla voce - che implora donٍ!
O vecchio, ogni ciglio - bagnato è di pianto...
O padre, ogni cuore - con te palpitٍ!

EDGAR
(riprendendo per mano Tigrana
in atto di condurla seco)
Or dunque, addio!

FRANK
(brandendo il pugnale e
sbarrando loro nuovamente il passo)
No... Tu non passerai!

EDGAR
(volgendosi a Gualtiero e
sguainando anch’egli, indicando Frank)
Egli lo vuole!

GUALTIERO e RIDELIA
(cercando di frenarli nuovamente)
Frank!
Edgar!

EDGAR e FRANK
Parli il pugnale!

(si battono)

CONTADINE
Per pietà!

FIDELIA
Ferma, Edgar!

CONTADINI
No!... No!

GUALTIERO
Cessate!

CONTADINE
Oh terror!

CONTADINI
Fermi!... olà!

GUALTIERO
(a Frank)
Figlio!

FIDELIA
(a Frank)
Fratello!

CONTADINI
Giù il pugnal!

TIGRANA
(come aizzando Edgar)
Su!... Ferisci!

CONTADINI
Qual furore,
Qual demonio vi spinge?

TIGRANA
(come sopra)
Incalza!... Incalza!

CONTADINE
(a Tigrana)
Ah... crudel!... Taci, tu!

CONTADINI
Via!... Non più!... - Che tardiam?
L’armi a lor , su, strappiam!

(il pugnale di Edgar striscia sul petto di Frank)

EDGAR
(a Frank, ritraendosi)
Sei ferito!…

FRANK
No!... No!...

FIDELIA
Dio!... Perchè mai
Oggi piombٍ su noi tanta sventura!

TIGRANA
(a Edgar)
Vieni… Fuggiam... Ferito
Egli è… Perchè restar?

FRANK
Deve un di noi
Lasciar la vita qui!…

(fa per rimettersi in guardia ma vacilla)

GUALTIERO
(lanciandosi su Frank, strappandogli l’arme,
mentre alcuni afferrano Frank e altri vanno a Edgar)
Per Dio, quell’arme
A me!...


EDGAR
(a Tigrana, allontanandosi rapidamente con lei)
Partiamo!

FRANK
(facendo come uno sforzo supremo
per seguirla, ma trattenuto)
Abbietta creatura,
Maledizione a te!

TUTTI
(meno Fidelia)
(ai due fuggenti)
Maledizione!

(Frank cade fra le braccia di Gualtiero; tutti lo circondano;
Fidelia accorre a lui - L’incendio divampa.)




ATTO SECONDO
 


Atto I
Atto II
Atto III
 



Giardino elegante.

Una lunga balaustrata di marmo traversa
la scena da sinistra a destra nel fondo.
Al di là paesaggio di campagna. Obliquamente,
sul davanti a sinistra, la facciata del castello.
La sala terrena di esso, che s’intravvede dal pubblico,
sarà splendidamente illuminata.
Una larga scalinata conduce dalla sala terrena nel giardino.
ب notte.


SCENA PRIMA.


Edgar
(venendo dalla destra sul davanti del proscenio)
Orgia, chimera - dall’occhio vitreo,
Dal soffio ardente - che i sensi incendia,
A me, dell’alta -  notte nel glauco
Mister silente, - tu torni ancor...
Ma invan ritorni! - Non più l’oblio,
Gioia dei reprobi, - nel petto mio
Versar tu puoi ! - Non più dai tuoi
Sguardi ammaliato - sarà il mio cor!
O soave visïon - di quell’alba d’april,
O visïon gentil - d’amore e di splendor!
Fu Iddio che ti mandٍ - quel dى sul mio cammin...
Ma al raggio tuo divin, - aimè, fui cieco allor!
Nell’abisso fatal, - dov’ io caduto or son,
Rimpianta visïon,
Te il mio pensiero evٍca sempre ancor!
(come rammentando)
Sovra un sereno ciel - si disegna il profil,
Purissimo, infantil, - dell’angiol che mi amٍ...
Ma il fior ch’ella mi diè, - Come pegno d’amor,
In simbol di dolor - quest’oggi si mutٍ!

(si allontana lentamente, pensieroso, a destra)



SCENA II.

Tigrana, Convitati, Cortigiane, uscendo tumultuosamente
dalla sala del banchetto, colle coppe nelle mani,
mentre alcuni Valletti sostano in fondo.

CORTIGIANE e CONVITATI
(brandendo le coppe)
Evviva !... Le coppe colmate!

TIGRANA
A me 1a mia coppa!... Versate!

(i valletti eseguiscono)

CORTIGIANE e CONVITATI
Da bere versate!... Versate!

TIGRANA
La coppa è immagin della vita...
Essa all’ebbrezza, al gaudio invita!
Ecco, la stringe già la man...
Ecco, non è il labbro lontan!

CORTIGIANE e CONVITATI
Beviam !... Godiam!

TIGRANA
Ma sta il destino in mezzo a lor;
E forse pria che nel licor
Si bagni il labbro, quella man
Coglie di morte il gelo arcan!

CORTIGIANE e CONVITATI
La coppa è immagin della vita!...
Essa all’ebbrezza, al gaudio invita!
Godiam!... Beviam!

TIGRANA
Pallida morte, bieca sorte,
Fantasmi orrendi del dolor,
Stringendo in man la coppa d’ôr,
Voi non ci fate più terror !
Pallida morte, - fantasmi orrendi,
Noi vi sfidiam !
Al varco, o sorte, - tu invan ci attendi!
Non ti temiam!
(indicando la coppa)
Per te soltanto - l’anima è forte!
Per te la vita - ferve nel cuor!
Con te nel pugno - venga la morte!

CORTIGIANE
Alle procaci - labbra tu insegni
Languori e baci!

TIGRANA
O coppa, o simbol della vita,
Nell’aria breve... ed infinita,
Che il labbro mio sparte da te,
Dimmi: il destin che serba a me?
Fors’ei per me creando sta
Ignote gioie e voluttà
Quali nessun quaggiù provٍ?...
Fors’ei la morte a me serbٍ!…

TUTTI
Coppa, risponder tu non puoi!...
Dell’avvenir che importa a noi?!
Dell’avvenir più non chiediam
Se a te libar oggi possiam!
Suvvia! ... Godiam!... Beviam!
L’avvenire sfidiam!

TIGRANA
Al gioco!

CONVITATI e CORTIGIANE
Al gioco!... Al gioco!

(rientrano tumultuosamente nelle sale del castello.
Edgar compare a destra in fondo).



SCENA III.

Tigrana - Edgar.


TIGRANA
(andando ad Edgar)
Edgar, sulla tua fronte
Erran tetri pensieri...

EDGAR
Essi son neri
Come l’abisso immondo
Ove scesi con te!...

TIGRANA
Tu più non m’ami…

EDGAR
La parola d’amor non profanar!

TIGRANA
Quel che sognavi un dى - d’orgie e di baci
Sogno febbril, donarlo io seppi a te...
Per sempre, intendi, il fato ora ci unى...
Un mendico lungi da me!

EDGAR
Taci, demonio !... Taci!...

TIGRANA
Dalla valle natia perchè fuggir,
E la casa paterna incendïar?
Tutto perdesti... Or la tua sorte è mia...
In me soltanto, Edagr, tu puoi sperar!
(avvicinandosi ad Edgar,
e fissandolo voluttuosamente)
Dal labbro mio - suggi l’obblio
E a te il doman - sorriderà...
Nuovi deliri - il bacio mio
A te darà - di voluttà.

EDGAR
Nè un raggio a me - brillar vedrٍ,
Un raggio di sol - di speme ancor?...
Ne mai da te - fuggir potrٍ?...
Da questo abisso - d’onta e d’orror?

TIGRANA
Contro il tuo fato Edgar vano è lottar!

EDGAR
Demonio, ogni velen - tu chiudi in sen!
No dall’infamia Iddio mi toglierà!
Baci per te il mio labbro più non ha…
Sol maledirti ei puٍ!…
Morrٍ di stenti... ma fuggir io vo’!

(suoni di tamburo e trombe poco lontani)

CONVITATI e CORTIGIANE
(nell’interno)
Uno squillo marzial!…

ALCUNI CONVITATI
(nell’interno)
Passa una schiera
Di soldati alla porta dei castello!

ALCUNE CORTIGIANE
Come sfavillan l’armi
Al raggio della luna!

EDGAR
(fra sé)
Ah !... Qual pensiero!
A me lo manda Iddio!
(correndo verso il fondo)
Olà, soldati,
Sostate!

VOCI DEI SOLDATI
(fuori dei castello)
Che vuoi tu ?

EDGAR
Nel mio castello entrate...
Una coppa di vino
D’accettar vi degnate,
Prodi guerrier!

VOCI DEI SOLDATI
Evviva! ... Evviva!

TIGRANA
(sospettosa, avvicinandosi a Edgar)
Or bene,
Che intendi far?

EDGAR
Mi lascia!


SCENA IV.

Frank, Soldati  -   Detti.

SOLDATI e FRANK
(col morione calato, avanzandosi)
Colla fronte lieta e altera
Il guerrier combatte e muor
Se dei giusti la bandiera
Dio confida al suo valor!

CONVITATI e CORTIGIANE
(ritornando in scena e andando incontro ai soldati)
Sempre arrida, o balda schiera,
La fortuna al tuo valor!
All’ invitta tua bandiera
Noi daremo lauri e fior!

FRANK
(con sorpresa, riconoscendoli, fra sé)
Tigrana!... Edgar!...

EDGAR
(porgendo a Frank una coppa ricolma di vino
mentre alcuni valletti mescono ai soldati)

Capitan, questa coppa
Degna gradir !... Te l’offre
Un soldato novello!

TUTTI
Che mai dicesti?

EDGAR
Sى… Stanco son io
Di questa molle vita!

FRANK
(fra sé)
O immensa gioia!
Dunque perduto egli non è!

EDGAR
(a Frank)
Partire,
Sى, partir con te voglio

FRANK
(a Edgar, sollevando il morione)
Il mio volto rammenti?

EDGAR, TIGRANA
(riconoscendolo e indietreggiando)
Ah!... Frank!...

CONVITATI, CORTIGIANE e SOLDATI
Che avvenne mai?

EDGAR
(con improvvisa risoluzione volgendosi ai soldati)
A me una spada!

TIGRANA
(avvicinandosi a Frank)
Deh, se è vero che un giorno
Mi amasti, a me non toglierlo!

FRANK
Mi lascia!
Ti disprezzo!…

(fa per allontanarsi, Tigrana lo afferra per un braccio)

TIGRANA
A temermi
T’insegnerٍ!... M’ascolta: ei m’appartiene!
Guai s’ei non torna a me!.... Non v’ha delitto
Che compir non saprà la mia vendetta!

EDGAR
(avanzandosi colla spada nel pugno)
Dio ti ringrazio !... Giorno di battaglia
Sarà il domani!... Io pugnerٍ con voi!
Di Filippo di Francia sotto il giogo
Fiandra non passerà!

I SOLDATI
(sguainando le spade)
Della Fiandra alla gloria, alla vittoria!
Della Fiandra alla santa libertà!

CORTIGIANE e CONVITATI
A pugnar con voi verrà
Chi codardo il cor non ha!

(Le trombe squillano. - Edgar, Frank e i soldati muovono verso il fondo. –
Alcuni Convitati si uniscono a loro. - Tigrana vorrebbe trattenere Edgar. –
ب respinta e va  sedere sulla gradinata, facendo un gesto di minaccia,
mentre i Convitati rimasti e le Cortigiane escono seguendo i soldati).


SCENA V.

Tigrana sola.
(alzandosi, correndo verso il fondo)
Ah... maledetto!… Egli mi sfugge... ed io
Che lo sprezzava, or, disprezzata, l’amo!
(avanzandosi)
Ma se la schiava io sono
D’uno strano demonio,
Degna, o inferno, di te sarà Tigrana!
Edgar, lo giuro, a me tornar dovrai!
O della morte o mio,
Tu soltanto sarai!

(stende la destra minacciosa verso il fondo).






ATTO TERZO


Atto I
Atto II
Atto III



Vasta spianata presso Courtray.

Un accampamento in fondo. –
Colline e un villaggio a destra, in lonta­nanza. –
A sinistra una piccola chiesa, innanzi alla quale,
su una breve gradinata, un catafalco funebre. –
ب il tramonto. –
Il cielo fiammeg­giante è solcato da negre strisce di nubi.


SCENA PRIMA.
Alcuni Popolani - Alcuni Soldati.

POPOLANI
ب dunque ver ?... Perى?

SOLDATI
Sى... pugnando morى...

POPOLANI
(guardando a sinistra)
Il corteggio qui vien.


SCENA II.
Detti.  Corteggio fiinebre, cioè: Fanciulli, Soldati, Popolo, ecc.;
alcuni soldati portano a spalle una barella
su cui sta un cavaliere morto,
in perfetta armatura; sulla barella e sul cadavere
fiori e rami d’alloro; seguono la barella
un Frate e Frank; il Frate
ha il cappuccio che gli scende sul volto;
Frank la visiera calata a mezzo;
dietro al Frate e a Frank parecchi Monaci,
poi, col popolo, Fidelia e Gualtiero.

TUTTI
(popolo e fanciulli entrando in scena)
Requiem وternam!

FANCIULLI
(mentre la barella vien deposta dai soldati sul catafalco)
In pace factus est locus ejus!

TUTTI
Et in Sion abitatio ejus!

CORO
Del Signor la pupilla
Veglia nell’ombre eterne...
Il bene e il mal discerne…
Ei vede il giusto e il reo…

DONNE e FANCIULLI
Ora pro eo.

POPOLO e SOLDATI
Entra nel cielo il buon che cade
Sotto le inique spade!

FIDELIA
(fra sé)
Non basta il pianto al mio dolor,
O Edgar, mio solo amor!

TUTTI
Riposa in pace, o pio guerriero…
Salva è la tua patria diletta!…
In noi non vive che un pensiero;
Quel di compir la tua vendetta!

I MONACI
Deus, in virtute tua judica me!

TUTTI
Deus, in virtute tua judica me!

I MONACI
Deus, exaudi orationem meam!

TUTTI
Deus, exaudi orationem meam!

SOLDATI
Noi nel tuo nome, - pel patrio suol,
Il sangue nostro - saprem versar...
Iddio la Fiandra - schiava non vuol.
Per te e la patria - morremo, Edgar!

FIDELIA
Addio, mio dolce amore...
Nell’ombra ove discendi,
Solenne ed infinita
Anch’io verrٍ... M’attendi!
O fredda salma - del mio signore,
Quest’oggi è spento - con te il mio cuor.
Dove tu solo - regni, o dolore,
La giovinezza - non ha più fior!
O Edgar, la tua memoria
Sarà il mio sol pensero!
Lassù, nella tua gloria,
M’attendi, Edgar, lassù!

TUTTI
O Edgar, o pio guerriero,
A te in eterno gloria!
La sacra tua memoria
Non perirà mai più!

I MONACI
(benedicendo gli astanti e il cadavere)
In pace factus est locus ejus, et in Sion abitatio ejus.

(Frank sale presso il catafalco in atto
di voler pronunziare l’orazione funebre)

FRANK
Del prode Edgar, del nostro capitano
Glorioso il nome suoni!
Fu brezza per i buoni,
Per gli empi fu uragano...
Nel suo nobil cuor
Due nomi eran scolpiti: Patria e onor!

IL FRATE
(Avanzandosi, ad alcuni soldati e popolani)
D’Edgar l’onor io contestar non vo’...
Ma la casa paterna egli incendiٍ
E l’orgia amٍ... - Voi forse l’ignorate,
Ma sincero è il mio dir...

TUTTI
Silenzio, frate!

FRANK
(continuando l’orazione funebre)
Alto l’acciar, dove batteva il cuore
Della battaglia, egli era
Per noi viva bandiera,
Pei nemici terrore...
Il nome suo vivrà
Perché il suo nome suona: libertà!

IL FRATE
(c. s.)
Fu prode, è ver... - ma d’un avventurier
Fu il suo valor... Tutto ei perduto avea
E tutto osar potea... - Non rammentate
Di tal genىa l’ardir?

FRANK
Silenzio, Frate!

ALCUNI SOLDATI e POPOLANI
(a Frank)
No... lascialo parlar!

IL FRATE
Edgar mi impose
Di rivelar le colpe sue morendo,
Di penitenza e insiem d’esempio in segno,
Ogni inganno a bandir!

ALCUNI
(avvicinandosi al Frate e
facendo segno ad altri di imitarli)
Udite!…

MOLTI
(imitandoli)
Parla!

IL FRATE
V’è alcun fra voi del suo villaggio?

ALCUNI
Noi!

IL FRATE
Sta bene!... Or dunque rispondete: ب ver
Ch’ei la sua casa un dى incendiٍ?... Che a voi
Scherni ed insulti osٍ scagliar?

ALCUNI
Sى... è ver!

IL FRATE
ب ver che Frank ferى ?... Che con Tigrana,
La cortigiana - allor fuggى?

ALCUNI
Sى... ب ver!

IL FRATE
Or, se gioco non son le umane leggi,
E le divine, un empio ei fu!

MOLTI
Sى... ver!

FIDELIA
(fra sé)
Orror!... Sulla sua bara
Egli accusarlo osٍ!

GUALTIERO
(piano a Fidelia)
O figlia mia, partiamo...
Il sol già tramontٍ!

IL FRATE
(sempre incalzando e traendo intorno a sé
tutto il popolo e tutti i soldati)
Ei tutto nell’orgia - nel gioco perdea...
Ma cari i suoi baci - Tigrana vendea...
Ei visse dell’ôr
Che dà il disonor!

TUTTI
Vergogna!…

IL FRATE
(cupamente, come chi insinua l’accusa più terribile
dopo aver preparati gli animi)
Al suo castello - era un bosco vicino
E più d’ un viandante ivi perى...

TUTTI
(inorriditi)
Assassino!

SOLDATI e POPOLO
(colle destre tese verso il catafalco
in atto d’imprecazione)
Ai corvi il suo cadavere!
Vergogna e orror - la sua memoria
D’ogi fiammingo - desterà nel cuor!

(fanno atto di smaniarsi verso il catafalco per strapparne il cadavere)

FIDELIA
(accorrendo, sale i gradini e fa schermo del proprio corpo al cadavere;
poi con gran fermezza)
Non più !... Fermate !

(il popolo e i soldati si fermano e indietreggiano)

IL FRATE
(fra sé, guardando Fidelia
con grande emozione)
Angiolo santo!
Osَ difenderlo
Ella soltanto!

FIDELIA
(al Frate)
La prece, o frate,
Non l’anatèma,
Nell’ora estrema,
Presso un avel,
Comanda il ciel!
(fra sé)
D’ogni dolor questo è il più gran dolor:
Insultato veder chi si adorٍ!
No, puro Edgar tu sei, mio solo amor...
Puro tu sei... io ti difenderٍ!

GUALTIERO
(avvicinandosi a Fidelia,
come se temesse per lei)
Figlia!…

SOLDATI, POPOLO
(fissando Fidelia, fra loro)
Bella e gentile ell’è davver!

FIDELIA
Nel villaggio d’Edgar son nata anch’io...
E lo conobbi... Errٍ..,. Che importa!... Pio
Era il suo cuor, se ardente il suo pensier...
E della giovinezza il breve error
Col suo sangue scontٍ... col suo valor!

SOLDATI
Brava fanciulla!…

FIDELIA
Al vostro capitano
V’inchinate, o soldati!
(indicando la chiesa)
Or là attender io vo’ che spunti il giorno...
Con me al villaggio ancor ei tornerà!...
Nel nostro cimiter riposerà,
Finchè con lui nell’ideal soggiorno
A me la pace eterna il ciel darà!

(I soldati s’inginocchiano davanti al feretro, poi tutti si allontanano lentamente. –
Il Frate va ad inginocchiarsi presso il catafalco a destra in fondo. –
Frank è ancora in piedi alla sinistra. - Gualtiero si avvicina a Fidelia
come facendole dolce violenza per allontanarla)


FIDELIA
(dopo aver fatto cenno a1 padre di concederle un ultimo istante,
si avvicina al catafalco, ne toglie un ramoscello d’alloro,
lo bacia, se lo pone in seno)
Addio, mio dolce amor!
Nell’ombra ove discendi,
Solenne ed infinita
Anch’io verrٍ... M’attendi!

(Entra in chiesa con Gualtiero rivolgendo spesso il volto, come se non volesse mai
staccare lo sguardo dal catafaIco. Intanto Frank discende dalla gradinata,
il Frate si alza; entrambi guardano Fidelia e Gualtiero finché sono scomparsi,
poi si avanzano parlando sommessamente fra loro).


SCENA III.

Tigrana, Frank, il Frate.

VOCE DI TIGRANA
(internamente a destra)
Voglio passar...

IL FRATE
(a Frank)
La voce di Tigrana!
Nella mia coppa rimanea la feccia!

TIGRANA
(venendo dalla destra malgrado
che una sentinella tenti impedirle il passo)
Il passo mi sgombrate!
(avanzandosi, al frate)
A me concesso, o frate,
Sia di vegliar pregando
Del capitano Edgar presso la salma.

IL FRATE
(indicandogliela)
Eccola!…

TIGRANA
(sospirando guardandola)
Aimè!
(poi fra sé)
Finite son le esequie...
Nessun vedrà il mio lutto!

(va a lenti passi verso la bara)

IL FRATE
In lei tanta pietà?... Menzogna è questa
Al par dell’altre sue!... Ma sia l’estrema!
(a Frank, che fa per andarsene)
No... con me resta... Ascolta!

(Il Frate indica Tigrana a Frank
e continua a parlargli sommessamente)

TIGRANA
(accorgendosi d’essere osservata, fra sé, perplessa)
Io che pregar non seppi mai,
Come pregar ora saprٍ?
(con tono enfatico avvicinandosi alla bara)
Edgar, Edgar, quant’io t’amai
Umano labbro dir non puٍ!
(sempre più enfatica)
T’amai siccome il fior
Il raggio ama del sol!
O mio perduto amor!
O palpito mio sol!

IL FRATE
(a Frank)
Pregare, amar non seppe mai
Chi visse sol di voluttà;
Del suo dolor, tu lo vedrai,
Solo a far pompa ella qui sta!
Ma il suo mentito amor
Io smascherar saprٍ...
Nel perfido suo cuor
Fra poco io leggerٍ.

FRANK
Sempre ignorٍ preghiera e amore
Chi visse sol di voluttà...
Ma spesso il ciel redime un cuore
Con un istante di pietà.
Se mente il suo dolor
Con te saper io vo’...
Interroga il suo cuor,
Io ti seconderٍ!

(Tigrana va ad inginocchiarsi presso il catafa1co. –
Frank fa atto d’aver compreso un desiderio espressogli dal Frate
e di prestarsi ad eseguirlo)

IL FRATE
(presso Tigrana con galanteria)
Bella signora, il pianto sciupa gli occhi;
Avvizzano i sospiri un bianco sen;
Io vi chieggo pietà per quei ginocchi
Che voi dannate ai morsi del terren!

TIGRANA
Lasciatemi pregar... V’allontanate!

(il Frate s’allontana)

FRANK
(avvicinandosi a Tigrana, a sua volta)
Bella signora, il morto esser vorrei,
Ché il vostro lutto avrei, - dama gentil!
Del vostro pianto - una perla soltanto
Le mille perle val d’ogni monil!

(mostra a Tigrana una collana di perle)

TIGRANA
(scossa alla vista della collana,
poi rimettendosi, severamente)
Va!... Non tentarmi!

(Frank s’allontana)

IL FRATE
(avvicinandosi di nuovo a Tigrana,
e mostrandole un anello)
Guarda!

TIGRANA
(scossa, alzandosi, guardando l’anello)
O meraviglia!

IL FRATE
(incalzando, seguendola fino al proscenio,
alla sua destra)
Un detto della tua bocca vermiglia
E quest’anello è tuo!

TIGRANA
(fra sé)
Un detto?!

FRANK
(avvicinandosi al Frate, indicandogli Tigrana)
Come
Da fiamma malïarda affascinata,
Osserva, ell’è di già!
(passando alla sinistra di Tigrana
e mostrandole un nuovo gioiello)
Prezzo non ha,
Signora, questo vezzo!

TIGRANA
(contemplando il nuovo gioiello
mostratole da Frank)
Qual baglior!

IL FRATE
(prendendo il gioiello che Frnak sta mostrando a Tigrana,
guardandolo come volesse giudicare del suo valore,
poi restituendoglielo con atto sprezzante)
Capitan, la tenti invan!
(le mostra un monile ricchissimo)
Un detto, un detto solo!
Guarda...Guarda!...

TIGRANA
(osservando il monile)
Oh portento!
(fra sé)
Perché mai
Cosى mi tenta?...

IL FRATE
(incalzando, con piglio misterioso)
Queste gemme avrai
Se all’odio mio oggi servir vorrai!

TIGRANA
All’odio tuo?

IL FRATE
Sى!

TIGRANA
Strane parole!

IL FRATE
(come tentandola satanicamente,
dandole il monile)
Guarda!... Guarda!... risplende al par del sole!
Or ben?...

TIGRANA
(dopo qualche esitazione
e dopo aver fissato ancora il monile)
Vincesti!

FRANK e IL FRATE
(riprendendo il monile a Tigrana,
andando verso il fondo)
Squilli la tromba!

(squillo di tromba interno, seguito da altri squilli)

VOCI INTERNE
All’armi!...

TIGRANA
(scossa, al Frate)
Or quale - mistero?

IL FRATE
(a Tigrana)
Attendi!



SCENA V.
Soldati - Detti.

SOLDATI
(accorrendo da tutte le parti)
Che fu?...

IL FRATE
Venite!… - Io d’una tomba
L’onor, soldati, - contesi a Edgar…

SOLDATI
ب ver!...

IL FRATE
M’han detto : - Tu i morti offendi!
Alla mia voce - fé non prestâr!
(indicando Tigrana)
Or dunque  a voi risponda
Costei... d’Edgar l’amante!

SOLDATI
Ella?!...

IL FRATE
Sى!
(a Tigrana)
Parla:
ب ver che Edgar, per sete d’ôr, volea
Tradir la patria?...

FRANK, TIGRANA, SOLDATI
Ciel!

IL FRATE
(piano a Tigrana)
Lo afferma... e tuo
Sarà il monil!
(mostrandole ancora il monile)
Guarda!

FRANK e SOLDATI
(a Tigrana)
Rispondi...

IL FRATE
(piano a Tigrana che esita)
Avrai,
Se affermi, mille gemme, al par di queste...
Io t’amo !... Edgar tu amasti... Io l’odio!

FRANK e SOLDATI
(a Tigrana, incalzando)
Parla!
Rispondi!

TIGRANA
(dopo una pausa, prendendo il monile
dalle mani del Frate)
ب ver!…


SOLDATI
(volgendosi verso la bara)
Maledizione a lui!
Ai corvi il suo cadavere!
(i soldati vanno verso la bara, afferrano il corpo che vi giace,
ma nelle loro mani non restano che dei pezzi di armatura)
(lasciando cadere i pezzi d’armatura con terrore)
Gran Dio!...

IL FRATE
(ironico)
Che fu?...

SOLDATI
Non vedi?... Vuota è l’armatura!

IL FRATE
(buttando via la veste da monaco e
comparendo nel costume di guerriero)
Sى... poichè vive Edgar! ...

SOLDATI
(ritraendosi)
Onta su noi!

EDGAR
(con impeto terribile a Tigrana che indietreggia)
O lebbra, o sozzura del mondo...
O fronte di bronzo e di fango...
Tortura e gingillo giocondo...
Va... fuggi! Va... fuggi... o t’infrango!

(fa per afferrarla. - Tigrana gli sfugge
e si ritrae verso i soldati, presso la bara)

TIGRANA
(ai soldati)
Oh… il vil!... Mi difendete!

SOLDATI, FRANK
Va...  t’allontana... abbietta cortigiana!

(i soldati fanno timidamente qualche passo
verso Edgar come per chiedergli perdono).

EDGAR
(ai soldati)
Maledizione a voi!... Redento io son!
Per voi morto son io!
O gloria, o voluttà, bieche illusion,
Addio per sempre... Addio!

(Edgar strappa alcuni rami d’alloro alla bara,
li sfronda, !i butta a terra
e li ca1pesta gettandone altri sdegnosamente ai soldati.-
Tigrana, fra gli insulti di costoro,
si ritrae presso i gradini della chiesa,
sulla soglia della quale compariscono Gualtiero e Fidelia)



SCENA ULTIMA.

Fidelia - Gualtiero - Detti.

(Fidelia vedendo Edgar ha un grido di sorpresa e di gioia, poi corre verso di lui;
anche Edgar si slancia verso di lei. Allora Tigrana, rapidamente si avvicina
a Fidelia e la colpisce col pugnale al cuore. - Fidelia cade fulminata
nelle braccia di Edgar e di Gualtiero mentre Frank insegue Tigrana
che tenta di fuggire e con parecchi soldati l’afferra. Tigrana cerca invano
di svincolarsi. Frank le strappa il pugnale e lo getta alcuni passi lontano. –
Edgar a questo punto si volge; la vista di Tigrana fa tacere in lui
per un momento l’angoscia per la morte di Fidelia; raccogliendo il pugnale,
egli ghermisce Tigrana, la trascina ai piedi del catafalco, ve la fa inginocchiare
e alza l’arme su di lei per ucciderla. - Ma Frank accorre e gli ferma il braccio).


FRANK
No !... Alla mannaia!

CORO
Orror! ... Alla mannaia!

(Edgar si abbandona sul corpo di Fidelia singhiozzando,
mentre Gualtiero si getta nelle braccia di Frank;
alcuni soldati trascinano via Tigrana).


(Quadro. Cala rapidamente la tela).




FINE